Il sovrappeso è un grave problema, non nascondiamoci dietro falsi miti.

I jeans non ti stanno bene, ti vergogni a indossare gonne troppo corte, in spiaggia non trovi mai il coraggio di spogliarti e se provi ad andare in palestra ti senti in imbarazza di fronte a tutte le ventenni in leggins e top.

Quello del sovrappeso e nei casi peggiori dell’obesità non è solo un problema estetico! Essere in sovrappeso ti “rallentata” e non ti fa vivere a pieno i tanti momenti della vita.

Ti senti stanco quando porti il cane a passeggio, ti viene l’affanno mentre giochi a pallone con tuo figlio e diventa faticoso anche fare una passeggiata con le tue amiche.

I rischi collegati a sovrappeso e obesità sono innumerevoli,infarto, ictus, diabete di tipo 2, coronaropatia per citarne alcune.

In sostanza l’obesità è associata ad un aumento del rischio di mortalità!

Purtroppo la prevalenza di sovrappeso e obesità è aumentata drasticamente negli ultimi 20 anni in tutto il mondo. Nella nostra società, la disponibilità di cibi economici, accessibili, ad alto apporto calorico e fortemente appetibili ha reso l’aumento dell’introito calorico molto più semplice rispetto al dispendio.

Come nelle leggi finanziarie bisogna far quadrare il bilancio facendo in modo che le uscite siano uguali alle entrate, coesiste anche una la legge di stabilità corporea. Ebbene, il nostro corpo per stare bene, deve basarsi sugli stessi principi: le “entrate”, in altre parole le calorie che introduciamo con l’alimentazione, devono eguagliare le “uscite”, ovvero ciò che consumiamo a livello energetico sia per fare funzionare tutti gli apparati del nostro organismo, sia per fare lavorare i nostri muscoli. Ma spesso la proporzione si capovolge: le entrate, in pratica, si dimostrano essere decisamente superiori alle uscite.

Le cause principali?

Un’alimentazione ipercalorica e la sedentarietà, i due più diffusi mali di questo nostro terzo millennio.

Gli effetti?

Un inevitabile e dannoso sovrappeso e/o obesità, con tutto ciò che ne consegue.

La letteratura mostra un chiaro legame in una relazione di tipo dose-risposta tra l’attività fisica e la perdita di peso. Negli studi ad oggi condotti, un apporto di attività fisica compreso tra 13 e 26 METs/ora alla settimana ha prodotto una perdita di peso modesta, tra l’1 ed il 3%, compatibile con il mantenimento del peso sul lungo periodo. (13 METs/ora alla settimana equivalgono ad una camminata a 6.4 km/h per 150 minuti alla settimana o a fare jogging a 9.6 km/h per 75 minuti)

Per persone che necessitano  di una significativa perdita di peso, è necessario affiancare all’azione in termini di attività fisica un intervento sulla dieta, che può prevedere il mantenimento di un’assimilazione calorica contenuta o la riduzione dell’apporto calorico assunto. L’ordine di grandezza della variazione del peso prodotto dall’attività fisica si somma a quello associato alla restrizione calorica. Il dispendio energetico stimato, necessario al raggiungimento del controllo del peso a seguito di una sostanziale perdita di quest’ultimo, è di 31 kilocalorie pro chilo alla settimana o di 4,4 Kcal per kg-1 pro die-1, l’equivalente di una camminata di 54 minuti al giorno a 6.4 km/h, di 80 minuti al giorno a 4,8 km/h o di fare jogging 26 minuti al giorno a 9.6 km/h.

Ad oggi le evidenze scientifiche sostengono l’efficacia di un’attività fisica ad intensità moderata della durata di 150-250 minuti la settimana per prevenire l’aumento di peso corporeo. A dosi maggiori di attività fisica (> 250 min. la settimana) è stata associata una perdita di peso clinicamente significativa. Attività complementare d’associare a quella aerobica è l’allenamento di forza muscolare che contribuisce ad un aumento della massa magra a discapito della massa grassa, che si associa alla riduzione di rischio per la salute.

In soggetti sovrappeso o obesi, in assenza di condizioni croniche concomitanti, la valutazione di routine antecedente l’avvio dell’attività motoria richiede un anamnesi completa, un esame fisico e misure standard come il BMI (indice di massa corporea), il peso, la circonferenza vita e la valutazione della composizione corporea.

Dopo una attenta valutazione si prescriverà un protocollo di esercizio strutturato in base allo schema FITT (Frequenza, intensità, Tempo, Tipo) e di particolare utilità sarà cosi strutturato:

Esercizi aerobici

Esercizi di Forza muscolare

Esercizi di flessibilità e di rilassamento psicofisico

Per soggetti obesi o in sovrappeso che iniziano ad intraprendere un percorso di attività fisica adattata è importante tenere a mente che il percorso dovrà essere strutturato su più direzioni. Infatti, come evidenziato precedentemente sarà importante adottare una proposta operativa che preveda una triade: dal lavoro di mobilità articolare al lavoro aerobico fino alla gestione del proprio peso corporeo con l’utilizzo di sovraccarichi. Inoltre, una corretta alimentazione permetterà una buona possibilità di migliorare il peso corporeo, ma solo l’esercizio fisico sarà in grado di porre rimedio alle problematiche di una sedentarietà prolungata nel tempo.

I vantaggi principali dell’esercizio fisico sono:

Miglioramento della sensibilità insulinica;

Miglioramento della funzionalità cardiaca e respiratoria;

Aumento del tono muscolare e dell’ipertrofia muscolare;

Maggiore mobilità articolare;

Aumento della mineralizzazione ossea;

Miglioramento endocrinologico con aumentata lipolisi per contrazione di un debito di ossigeno;

Aumento della termogenesi;

Ricomposizione corporea anche in caso di mantenimento del peso corporeo.

Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute.” (Ippocrate 460-377 a.C.)

Questo concetto, così antico, e all’apparenza così elementare ha in sé una forza incredibile. Eppure, a distanza di 2500 anni Ippocrate aveva tracciato l’elisir di lunga vita…

È importante sottolineare che la vera prevenzione è data da un corretto stile di vita, che si raggiunge soltanto con la costanza, cioè con il miglioramento delle proprie abitudini quotidiane relativamente a 3 componenti principali: l’alimentazione, l’attività fisica e la cura personale. Il Centro M2 offre la possibilità di raggiungere tutti e 3 gli obiettivi grazie alla presenza di figure professionali altamente specializzate che, coordinandosi tra loro, sono in grado di seguire ciascun utente a 360 gradi, accompagnandolo in un percorso personalizzato, specifico e completo con altissime probabilità di successo.

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