Il legame tra cibo ed emozioni ha radici antiche nella nostra cultura occidentale: dare un 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 sottoforma di cioccolata o di caramella fa sicuramente parte del nostro modo di fare familiare.

E’ nei nostri atteggiamenti che risiede quindi il motivo per cui il cibo diventa un vero e proprio 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 o ricompensa per grandi e piccini. Capita spesso dallo svezzamento in poi che il bambino inizi a fare i capricci a tavola rifiutandosi di mangiare determinati cibi e facendo diventare l’ora della pappa un momento di tortura per mamme e papà. Spesso il motivo è reale e risiede in un vero e proprio rifiuto del sapore da parte del bambino, ma la maggior parte delle volte il cambiamento avviene all’improvviso e ci ritroviamo con un bambino che mangia poco o che inizia a selezionare gli alimenti che mangiava fino a qualche giorno prima. Spesso questi atteggiamenti riguardano una fase transitoria, un periodo che va da 1 a 3 anni e viene chiamato mini-adolescenza; in questa fase, infatti, il bambino inizia ad affermare il proprio pensiero nei confronti del genitore e a capire astutamente come può ottenere quello che vuole utilizzando il cibo come strumento di ricatto o ricompensa.

La prima reazione di ogni genitore per rimediare a questi comportamenti è quella di accontentare il bambino dandogli il cibo preferito e togliendo del tutto l’alimento che proprio non desidera.

Ma è corretto comportarsi così?

Vediamo insieme qualche strategia pratica da poter utilizzare per far mangiare il piccolo e fargli assumere l’alimento che spesso viene rifiutato di più: “le verdure”.

Alla base di questa selezione nei confronti dei vegetali vi è un vero e proprio motivo legato al sapore amaro. I bambini, infatti, possiedono il doppio delle papille gustative di un adulto e sentono i sapori molto più intensamente! Non tutti i sapori, perciò, sono uguali: il cervello del bambino invia un segnale di appagamento maggiore quando mangia gli zuccheri rispetto a un adulto, mentre scambia i sapori amari per un vero e proprio “imprinting” genetico: il sapore amaro per l’uomo preistorico era potenzialmente dannoso in natura per la salute. Resta comunque il fatto che le verdure sono necessarie nell’alimentazione quotidiana ed è necessario inventare strategie alimentari per abituare il palato piano piano al gusto amaro o per superare quegli scogli comportamentali che inducono il bambino a non mangiarle.

Il primo consiglio da seguire nel momento in cui viene rifiutato il cibo è quello di non perdere il controllo della situazione.

Mantenere la calma senza sottolineare il comportamento del nostro bambino è la chiave per risolvere il tutto! Se il bambino rifiuta un determinato cibo, ad esempio frutta o verdura, il segreto sta nel non togliere definitivamente l’alimento in questione, ma nel riproporglielo costantemente in forme differenti a distanza di due o tre giorni dal “rifiuto”. Ricordatevi sempre che a volte sono necessarie dalle 10 alle 14 volte prima che un bimbo accetti un nuovo alimento!

Armatevi dunque di Santa pazienza e date il buon esempio, ogni bambino fa qualcosa per imitare i suoi super-eroi preferiti, cioè mamma e papà!

Alla fine del pasto togliete senza fare una piega l’alimento non mangiato dal piatto del bimbo e continuate tranquillamente la cena senza commentare.

Create un menu settimanale

Create un menu settimanale variato e, se potete e avete modo, raccontate a vostro figlio mentre cucinate cosa state facendo e quanto vi appassiona farlo! Per i piu’ grandicelli, coinvolgeteli nelle vostre preparazioni e fate in modo che la famiglia assaggi le loro creazioni (cosa che spesso il diretto interessato non farà, ma sarà gratificato dal suo contributo alla cena familiare). I più grandi potranno così  sbucciare le carote con il pela-patate e i più piccoli potranno lavare, scolare e aiutare gli adulti collaborando alla preparazione di ricette appetitose. Il contatto con la consistenza del cibo stesso, il fatto di sporcarsi le mani e di creare diventa un momento di consapevolezza importantissimo per la crescita e per evitare una selettività alimentare in futuro.

Mettete a disposizione frutta e verdura sul tavolo della cucina

la disponibilità e l’accessibilità della frutta e della verdura rappresentano i fattori maggiormente determinanti del loro consumo da parte dei bambini tra i sei e gli undici

Al reparto frutta del supermercato

Al reparto frutta del supermercato fate in modo che il bambino apprezzi i colori, i profumi e le forme delle varie verdure. Insegnategli a identificare i vari alimenti e chiedetegli il suo parere: “che cosa ti incuriosisce?”, “di cosa avresti voglia?”

Non offrite ricompense,

Non offrite ricompense,regali o non ricorrete ai ricatti per far mangiare il piccolo, altrimenti inconsciamente abbinerà il cibo al premio. Non vuole un alimento? Nessun problema, mangerà il resto (se c’è) altrimenti non morirà di certo di fame. Non fategli percepire che per voi è un momento critico altrimenti si opporrà ancora di più al non voler mangiare solo per attirare la vostra attenzione.

Nascondete le verdure nelle diverse preparazioni

Nascondete le verdure nelle diverse preparazioni (es. all’interno di polpettine con carne macinata) aumentandone la quantità di volta in volta man mano che il palato del piccolo si abitua al sapore nascosto. È importante presentare al bambino le verdure fresche in quantità ridotte e a pezzettini, mescolandole a ciò che lui ama mangiare, condendo questi alimenti con aromi freschi, olio EVO a crudo o con salse leggere a base di yogurt.

Le verdure possono essere servite sottoforma di tortino

questi sformati a base di verdure grattugiate (zucchine, patate, carote, ecc.) unite ad altri ingredienti e cotte al forno, funzionano quasi sempre. Anche i ripieni possono essere preparati con l’aiuto dei Bambini. Le mousse presentano invece una consistenza cremosa che piace ai bambini e si può utilizzare del formaggio fresco cremoso al posto della panna per rendere il piatto più sano; i purè infine attraggono per i loro colori.

Indovinelli

Infine, di fronte ad una zuppa o a un purè, giocate a indovinare gli ingredienti. I bambini adorano gli indovinelli. E per finire, è importante valorizzare il ruolo del bambino rispetto alla sua alimentazione facendogli i complimenti nel momento in cui fa scelte alimentari giuste e ringraziandolo del suo contributo in cucina.

Tenete conto dell’età e della crescita del vostro bambino e comunicate sempre al vostro pediatra di fiducia qualsiasi atteggiamento anomalo legato al cibo ricordando  che il primo legame bambino- cibo lo creiamo proprio noi attraverso il nostro buon esempio.

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